Inizia il percorso estivo verso il Transito di Francesco

Il 2 luglio è cominciato il consueto ciclo dei Vespri al Belvedere di Monteripido, quest’anno intitolato “Le Pasque di Francesco”. Nel primo incontro, fr. Georges si è focalizzato sulla “Pasqua dello sguardo”, una chiamata a rinnovare il nostro modo di guardare a noi stessi, alla nostra vita e ai nostri fratelli e sorelle.

Nel cammino verso l’ottobre 2026, anno in cui la famiglia francescana celebra il culmine dei suoi centenari con l’ottavo centenario del “Transito” di San Francesco (3 ottobre 1226), la nostra riflessione estiva si lascia guidare proprio da questo mistero. La morte per Francesco non è un’interruzione, ma una Pasqua: un “transito”, un passaggio definitivo e nudo verso l’abbraccio del Padre. Tuttavia, questo traguardo non è un’improvvisazione, bensì il compimento di una vita costellata di tante piccole e grandi Pasque, ovvero di momenti in cui il Signore è passato a visitare e trasformare la sua esistenza.

Ogni passaggio di Dio nella vita dell’uomo genera sempre tre frutti: trasforma l’amarezza in gioia, permette un incontro autentico e profondo con il Signore che fonda la fede e, infine, apre strade e prospettive completamente nuove.

La prima e fondamentale “Pasqua” vissuta dal Santo di Assisi coincide con il celebre incontro con il lebbroso. Prima di quel giorno, Francesco cercava la volontà di Dio nel dubbio e nel fallimento, incapace di guardare al futuro, respingendo con orrore e voltando la faccia dall’altra parte dinanzi alla miseria dei malati. Ma facendo violenza a se stesso e accogliendo la grazia, Francesco sperimenta un capovolgimento totale: l’amarezza di vedere e toccare i lebbrosi si muta in una profonda dolcezza del cuore e dello spirito.

Non diventa un medico, ma un uomo consacrato; nell’ultimo e nel più prostrato della storia, egli riconosce e incontra l’Altissimo, proprio come insegna la pagina evangelica del giudizio finale (“tutto quello che avete fatto a uno di questi fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”).

Il segreto di questa prima Pasqua sta nella guarigione degli occhi e dei sensi. Francesco non vede persone diverse, ma le vede in modo nuovo: il suo sguardo viene purificato dall’egoismo e dal peccato, permettendogli di guardare i lebbrosi non più come una minaccia orribile da cui fuggire, ma come compagni, amici e figli amati da Dio. Da questa conversione dello sguardo, che impara a vedere la realtà con gli occhi del Creatore, nascerà poi la capacità di accogliere ogni uomo come fratello e ogni elemento del creato come sorella, fino a riconciliarsi persino con la morte corporale.

Anche per ciascuno di noi il ricordo delle nostre “Pasque” personali è fonte di consolazione e novità. L’invito e la preghiera per questo cammino sono allora quelli di chiedere al Signore la guarigione dalle nostre cecità e dagli sguardi distorti dal peccato o dalle paure, per imparare a riconoscere la bellezza di ogni creatura con gli occhi di Dio e con il cuore di Francesco.

Dalla Leggenda dei tre Compagni. (FF 1407-1408)

Mentre un giorno stava pregando fervidamente il Signore, gli fu risposto: «Francesco, se vuoi conoscere la mia volontà, devi disprezzare e odiare tutto quello che amavi mondanamente e desideravi possedere. Quando avrai cominciato a fare così, ti parrà insopportabile e amaro quanto per l’innanzi ti era attraente e dolce; e dalle cose che una volta aborrivi, attingerai grande dolcezza e immensa soavità». Felice di queste parole e divenuto forte nel Signore, Francesco, mentre un giorno cavalcava nei paraggi di Assisi, incontrò sulla strada un lebbroso. E poiché di solito aveva grande orrore dei lebbrosi, fece violenza a se stesso, smontò da cavallo e offrì al lebbroso un denaro, baciandogli la mano. E ricevendone un bacio di pace, risalì a cavallo e seguitò il suo cammino. Da quel giorno cominciò progressivamente a non fare più alcun conto di se stesso, fino a giungere alla perfetta vittoria su di sé, con la grazia di Dio.
Trascorsi pochi giorni, prese con sé molto denaro e si recò all’ospizio dei lebbrosi; li riunì tutti insieme e distribuì a ciascuno l’elemosina, baciando loro la mano. Nel ritorno, ciò che prima gli riusciva amaro, vedere cioè e toccare dei lebbrosi, gli si trasformò veramente in dolcezza. Confidava lui stesso che guardare i lebbrosi gli era talmente increscioso, che non solo si rifiutava di vederli, ma anche di avvicinarsi alle loro abitazioni. E se a volte gli capitava di passare accanto alle loro dimore o di vederne qualcuno, sebbene la compassione lo stimolasse a far loro l’elemosina per mezzo di qualche altra persona, lui però voltava sempre la faccia dall’altra parte e si turava le narici con le proprie mani. Ma per grazia di Dio diventò compagno e amico dei lebbrosi così che, come afferma nel suo Testamento, stava in mezzo a loro e li serviva umilmente.

I PROSSIMI INCONTRI CON I VESPRI AL BELVEDERE

Il calendario continua nei mesi di luglio e agosto, per concludersi all’inizio di settembre. Ogni singolo incontro approfondirà una specifica declinazione del cammino pasquale francescano:

9 LUGLIO

16 LUGLIO

23 LUGLIO

30 LUGLIO

13 AGOSTO

20 AGOSTO

27 AGOSTO

3 SETTEMBRE

La Pasqua delle mani

La Pasqua degli affetti

La Pasqua delle relazioni

La Pasqua del dialogo

La Pasqua del dolore

La Pasqua della prova interiore

L’Ultima Pasqua

Messa conclusiva

Nota per i partecipanti: Nella giornata di giovedì 6 agosto gli incontri saranno temporaneamente sospesi, per poi riprendere regolarmente la settimana successiva.

UN INVITO ALLA BELLEZZA E AL SILENZIO

I Vespri al Belvedere si configurano come veri e propri momenti di sosta dello spirito. L’iniziativa è aperta a tutti coloro che desiderano accostarsi alla spiritualità francescana, riscoprendo nell’esperienza del Santo di Assisi una bussola capace di orientare le domande e le speranze del nostro tempo.

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